lunedì 19 Gennaio 2026
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    Ophrys holosericea
    parco fluviale I Meandri CAVALIERI D'ITALIA
    parco fluviale I Meandri

    Parco Fluviale, un angolo di natura custode di specie rare e biodiversità

    Un’oasi naturale a pochi passi da Forlimpòpoli, perfetta per una sosta rigenerante in un luogo completamente immerso nel verde, facilmente raggiungibile lungo la strada che conduce a Meldola.

    Specchi d’acqua, vegetazione a tunnel sul fiume, stagni ricchi di anfibi e trampolieri fanno di quest’area un vero e proprio scrigno ricco di biodiversità, riconosciuto a livello europeo dal Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Meandri del Fiume Ronco”.

    Esteso su una superficie di 230 ha, Il Parco Fluviale accompagna il lento fluire del fiume Ronco nella pianura padana lungo il tratto che attraversa le frazioni di Magliano e Selbagnone; una cornice ideale per attività sportive, ricreative, uscite didattiche ed escursioni nel verde e un prezioso angolo naturale ricco di specie rare e, quindi, laboratorio per studi tassonomici ed ecologici. E’ un piccolo gioiello incastonato in mezzo ad una pianura estremamente monotona e molto antropizzata, da proteggere con cura per il grande numero di specie rare che in esso hanno trovato rifugio.

    Nel SIC (sito di interesse comunitario) “Meandri del fiume Ronco”, area protetta che costituisce il cuore del Parco, è preponderante l’habitat di specie igrofile quali, pioppo nero, pioppo bianco e salice. Non vanno, però, dimenticate le praterie aride, dove si possono osservare splendide fioriture d’orchidee, in particolare del gen. Ophrys.

    Altra caratteristica della zona è la presenza di bacini, originati dalla attività dell’uomo. Dal dopoguerra, si sono infatti insediate nella zona tra Meldola e Selbagnone diverse attività estrattive, che, con il loro lavoro, hanno generato una serie di laghi di diversa profondità, successivamente riempiti dalle acque di falda. Questi invasi sono il cuore pulsante del SIC, perché i molteplici habitat protetti, che sono in essi presenti, sono importantissimi per la riproduzione e la sopravvivenza dell’avifauna e degli anfibi.

    Numerose le specie protette di pesci, come Lasca, Vairone e Barbo o di anfibi, come i Tritoni. Fra i rettili, va ricordata l’ormai rara testuggine palustre che qui trova gli ultimi luoghi di riproduzione.

    Oltre 80 le specie nidificanti di uccelli; anche superiori quelle che frequentano, senza riprodursi, le aree umide del complesso. Fra le tante, citiamo il Martin Pescatore, il Tarabusino e il Marangone Minore. Numerosa la presenza di mammiferi, dall’elusiva Puzzola, al comune Capriolo, passando per Istrici e Tassi.

    Da ricordare, infine, che l’area possiede anche un forte carattere archeologico e storico. Il Parco Fluviale infatti ospita al suo interno il canale Doria e i relativi mulini, Villa Paulucci – Merlini e l’annesso parco di alberi secolari, l’Acquedotto Spinadello, e il ponte romano.

    Il Canale Doria. Lungo questo fiume sono sempre stati presenti mulini: quello di Selbagnone ha lavorato dal 150 D.C. al 1957. Era alimentato da un canale che proveniva da Meldola e serviva prima il Molinaccio e la Gualchiera. Questo antico canale modificò il suo corso a seguito della variazione dell’alveo del fiume Ron­co. La sua ricchezza era dimo­strata dalla “visenda”, cioè dalla ca­pacità di non fare attendere i contadini per la macinatura, data la pre­senza di scorte di farina già macinata. Questo antico canale fu sostituito dal canale Doria, che si originava in prossimità del ponte dei Veneziani a Meldola. Attualmente il suo corso, vero re­perto di archeologia industriale, risulta mancante della parte termi­nale, in quanto durante il passaggio degli Alleati venne danneggiato il ponte sopraelevato che attraversava il fiu­me stesso.

    PC
    L’area dei Meandri è facilmente raggiungibile sia da Forlì che da Forlimpopoli. Per il momento non esiste segnaletica. L’associazione I Meandri organizza passeggiate e pedalate più volte all’anno, anche su prenotazione.

    Per info: Associazione I Meandri Tel. 0543 092616 – Cellulare 333 8245249

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      Ophrys holosericea
      parco fluviale I Meandri CAVALIERI D'ITALIA
      parco fluviale I Meandri

      River Park, a corner of nature, guardian of rare species and biodiversity

      A stone’s throw from Forlimpopoli, this natural oasis is perfect for a regenerating break amid lush greenery and is easy to reach on the road to Meldola. Stretches of water, orchids, vegetation overhanging the river and ponds filled with amphibians and wading birds make this 230-hectare area a veritable treasure trove of biodiversity, which is recognised on a European level as a Site of Community Importance (SCI) known as “Meandri del Fiume Ronco”. It has water basins, created by human activity, which are fundamental for the reproduction and survival of its avifauna and amphibians. The park is home to hygrophilous species such as black and white poplars and willows, numerous protected species of fish such as roach, minnow and barbel, amphibians such as newts, reptiles such as now extremely rare pond turtles and countless mammals, ranging from skunks to roe deer, porcupines and badgers. Over 80 species of bird nest here, including kingfishers, little bitterns and pygmy cormorants, and even more come to the wet areas of the complex without reproducing. The area also has important archaeological and historical features, including Villa Paulucci and its adjacent gardens, Spinadello Aqueduct, the Roman bridge and Doria canal with its numerous mills.

      During the year, the “I Meandri” association organises walks and cycle rides, including some subject to booking.
      For further information call +39 0543 092616 – +39 333 8245249

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        Ophrys holosericea
        parco fluviale I Meandri CAVALIERI D'ITALIA
        parco fluviale I Meandri

        Le parc fluvial, un coin de nature pour la prévention d’espèces rares et de la biodiversité

        Une oasis naturelle à quelques pas de Forlimpopoli, idéale pour une halte régénératrice dans un endroit totalement immergé dans la nature, facilement accessible depuis la route qui mène à Meldola. Des étendues d’eau, des orchidées, de la végétation formant des tunnels sur le fleuve, des étangs regorgeant d’amphibiens et d’échassiers font de cette surface de 230 ha un véritable écrin de la biodiversité, reconnu au niveau européen comme Site d’Importance Communautaire (SIC), sous le nom de « Méandres du Fleuve Ronco ». Cette zone est caractérisée par la présence de bassins, nés de l’activité de l’homme, fondamentaux pour la reproduction et la survie de la faune ornithologique et des amphibiens. Le parc fluvial héberge des espèces hygrophiles, comme le peuplier noir, le peuplier blanc et le saule, de nombreuses espèces protégées de poissons, comme le gardon, le vairon et le barbeau, d’amphibiens, comme les tritons, de reptiles, parmi lesquels survivent encore quelques rares tortues palustres, et beaucoup de mammifères : du putois au chevreuil, en passant par les hérissons et les blaireaux. On y compte plus de 80 espèces d’oiseaux nicheurs, sans compter les espèces qui fréquentent, sans se reproduire, les zones humides du parc, bien plus nombreuses. Parmi ces espèces, citons les martins-pêcheurs, les blongios et les cormorans pygmées. Le parc revêt également un intérêt archéologique et historique considérable, abritant en effet la Villa Paulucci et son parc, le château d’eau Spinadello, le pont romain et le canal Doria avec ses moulins.

        L’association « I Meandri » organise toute l’année des promenades à pied et à vélo, y compris sur réservation.
        Infos: Tél. : 0543 092616 – 333 8245249

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          parco fluviale I Meandri CAVALIERI D'ITALIA
          parco fluviale I Meandri

          Der Flusspark, Naturschutzgebiet mit seltenen Arten und biologischer Vielfalt

          Die natürliche Oase des Schutzgebietes „Parco fluviale“ unweit von Forlimpopoli – leicht zu erreichen über die Straße nach Meldola – eignet sich wunderbar für eine erholsame Pause im Grünen. Seen, Orchideen, Tunnelvegetation am Fluss, Teiche mit Amphibien und Stelzvögeln machen dieses Gebiet mit seinen 230 Hektar Fläche zu einem wahren Schatz an biologischer Vielfalt, der auf europäischer Ebene als Lebensraum von gemeinschaftlichem Interesse „Meandri del Fiume Ronco“ anerkannt ist. Typisch sind die durch menschliche Tätigkeit entstandenen Becken, die für die Reproduktion und das Überleben von Vogelfauna und Amphibien wichtig sind. Im Flusspark leben hygrophile Arten wie Schwarz-, Silberpappeln und Weiden, zahlreiche geschützte Fischarten wie Rotauge, Strömer und Barbe, Amphibien wie Molche, Reptilien, darunter die inzwischen seltene Europäische Sumpfschildkröte, und viele Säugetiere, vom Stinktier über Stachelschwein und Dachs bis zum Reh. Über 80 Vogelarten nisten hier und noch mehr halten sich in den Feuchtgebieten auf, ohne sich zu vermehren, als Beispiel seien nur Eisvogel, Zwergrohrdommel und Zwergscharbe genannt. Der Park bietet auch einen archäologischen und historischen Aspekt, denn auf seinem Gebiet liegen die Villa Paulucci mit dem dazugehörigen Park, das Wasserwerk Acquedotto Spinadello, die römische Brücke und der Doria-Kanal mit seinen Mühlen.
          Der Verein I Meandri organisiert ganzjährig Wanderungen und Radtouren, auch nach Voranmeldung. Info: Tel. 0543092616 – Mobil 3338245249

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            parco fluviale I Meandri CAVALIERI D'ITALIA
            parco fluviale I Meandri

            El parque fluvial, un rincón de la naturaleza, guardián de especies raras y de la biodiversidad

            Un oasis natural a pocos pasos de Forlimpópoli, perfecto para un descanso reparador en un lugar rodeado de naturaleza, de fácil acceso por la carretera que conduce a Meldola. Espejos de agua, orquídeas, túneles de vegetación sobre el río, estanques ricos en anfibios y aves zancudas hacen de esta zona, que se extiende sobre una superficie de 230 hectáreas, un verdadero tesoro de la biodiversidad, reconocido a nivel europeo como Lugar de Importancia Comunitaria (LIC) bajo el nombre de “Meandros del río Ronco”. La zona se caracteriza por la presencia de cuencas, originadas por la actividad humana, importantes para la reproducción y la supervivencia de aves y anfibios. El parque fluvial acoge especies higrófilas, como el álamo negro, el álamo blanco y el sauce, muchas especies protegidas de peces, entre los cuales una variedad de ciprínidos, anfibios, como los tritones, reptiles, entre los cuales ya es rara la tortuga de pantano y muchos mamíferos: desde el turón hasta el corzo, desde los puercos espines hasta los lirones. Son más de 80 las especies de aves que nidifican y más aún las que pasan, sin reproducirse, por las áreas húmedas de la zona. Entre las tantas, el martín pescador, el guaco y el cormorán pigmeo. La zona también tiene un fuerte carácter arqueológico e histórico. Al interior, de hecho, se hallan la Villa Paulucci con el parque contiguo, el Acueducto Spinadello, el puente romano y el canal Doria con sus molinos.

            La asociación “I Meandri” organiza durante el año paseos a pié y en bicicleta previa reserva.
            Info: 
            Tel. 0543 092616 – 333 8245249

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            dal 7 al 15 ottobre – Acquedotto Spinadello

            IL LUPO: UNA REALTA’ … UNA FANTASIA!

            Mostra fotografica a cura di Ettore Centofanti.

            Lo status del lupo in Italia è in continua evoluzione e negli ultimi 15-20 anni il suo areale si è ampliato notevolmente, fino a ricolonizzare l’arco alpino occidentale e, attualmente, facendo parlare di sé in quello centrale e orientale.
            Questo processo di espansione è stato possibile grazie a vari fattori che vanno dalla protezione legale del lupo alle azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, dall’espansione di alcune prede selvatiche come il cinghiale, alle notevoli capacità che il lupo ha dimostrato di avere negli spostamenti e nello sfruttamento di un’ampia gamma di risorse alimentari.
            Questa mostra corre dietro al lupo e, nel suo piccolo, vuole rubare cinque minuti del vostro tempo durante i quali vi troverete di fronte a questi animali immortalati nelle loro attività quotidiane.
            Per troppo tempo la vita del lupo è stata regolata nelle nostre menti, stravolta da condizionamenti che lo hanno trasformato in divinità, in demonio, nel lupo cattivo di Cappuccetto Rosso, fino a farlo diventare una delle peggiori calamità naturali presenti sulla terra.
            Il lupo è altro: guardatelo bene e cogliete ‘armonia della sua vita; il resto non corrisponde a realtà!

            GIORNATE E ORARI DI APERTURA DELLA MOSTRA:
            Sabato 7 e 14 ottobre dalle 14,30 alle 18,00
            Domenica 8 e 15 ottobre dalle 10,00 alle 18,00
            Da lunedì 9 a venerdì 13 ottobre: aperto su  prenotazione.

            Per info e prenotazione visite contattare Paola: 333 8245249
            centofantipaola@gmail.com
            spinadello@gmail.com

            PROGRAMMA DEGLI EVENTI COLLATERALI:

            SABATO 7 OTTOBRE
            ore 14:30 – APERTURA MOSTRA
            ore 15:00 – UN BOSCO DA FAVOLA mini-trekking con letture per bimbi dai 2 ai 6 anni a cura di BOSCHI ROMAGNOLI. (Per iscrizioni: Marco 340 3024909)
            ore 16:00 – INAUGURAZIONE MOSTRA alla presenza dell’autore, di alcuni esperti di settore e delle autorità

            DOMENICA 8 OTTOBRE
            ore 9:30 – PASSEGGIATA ECOLOGICA a cura de Associazione I MEANDRI (ritrovo presso i locali della Parrocchia di Selbagnone. Durante la passeggiata è prevista una visita guidata alla mostra fotografica.)
            ore 10:00 – APERTURA MOSTRA
            ore 13:00 – PRANZO presso i locali della Parrocchia di Selbagnone
            ore 15:00 – PASSEGGIATA ECOLOGICA alle vasche della SFIR, a cura de Associazione I MEANDRI
            ore 17:00 – MERENDA dopo il rientro all’ Acquedotto Spinadello

            SABATO 14 OTTOBRE
            ore 9:30 – UN BOSCO PER LA CITTA’ iniziativa organizzata dal CENTRO UPM FORLIMPOPOLI (pedalata, workshop botanici e raccolta ghiande per bambini e adulti partecipanti, in collaborazione con la Scuola Elementare De Amicis di Forlimpopoli, con visita guidata alla mostra fotografica)
            ore 14:30 – APERTURA MOSTRA e VISITA GUIDATA

            DOMENICA 15 OTTOBRE
            GIORNATA FAI DI AUTUNNO
            durante la giornata si svolgeranno visite guidate all’ Acquedotto Spinadello
            ore 10:00 – APERTURA MOSTRA
            ore 13:00 – GRIGLIATA (anche vegan)

            GIOVEDI’ 26 OTTOBRE
            ore 20:30 – INCONTRO “IL LUPO: UNA REALTA’, UNA FANTASIA” presso la Sala del Consiglio in Piazza Fratti, Forlimpopoli.
            La rinnovata visibilità del lupo anche nella realtà locale suscita nell’immaginario collettivo sentimenti e reazioni contrastanti, legati a problematiche oggettive di coesistenza ma anche condizionati da paure ataviche.  Provare ad affrontare tutto questo significa incamminarsi sulla strada di una convivenza possibile.
            Intervengono: Giancarlo Tedaldi, direttore del Museo di Ecologia di Meldola, gli esperti Ettore Centofanti, Luciano Cicognani ed i biologi Marco Lucchesi e Paola Fazzi.

            SABATO 28 OTTOBRE
            TOTALLY TERRAE
            Nuovi percorsi per lo Spinadello.
            Passeggiate tra natura e rigenerazione dal basso a cura di SPAZI INDECISI, in occasione dell’evento In Loco 2017.

             

             

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            27Il progetto sulle architetture totalitarie europee in abbandono diventa una mostra diffusa sul territorio romagnolo

            Totally Lost, progetto di ricerca sul patrimonio architettonico in abbandono dei regimi totalitari in Europa a cura di Spazi Indecisi in collaborazione con la Rotta Culturale Europea ATRIUM, diventa dal 9 al 25 settembre una mostra diffusa su tre sedi e l’occasione per esplorare Forlì e dintorni sperimentando pratiche di rigenerazione temporanea.

            La mostra è il risultato di una ricerca fotografica che ha coinvolto 186 fotografi internazionali che hanno fotografato quasi 300 luoghi in abbandono in 25 nazioni europee, edifici dal passato totalitario che ci invitano riflettere sul loro ruolo attuale e sulle loro possibilità future.

            Totally Lost sarà allestita in tre sedi d’eccezione:

            • Casa del Mutilato | Via Maroncelli 8, Forlì
              9-10-11, 16-17-18 e 23-24-25 settembre 2016
            • Acquedotto Spinadello | Via Ausanuova 593, Selbagnone, Forlimpopoli (FC)
              10-11 e 17-18 settembre 2016
            • Casa del Fascio | Strada Teodorano 16, Meldola (FC)
              10-11 e 17-18 settembre 2016

            Per orari di apertura e programma eventi nelle sedi della mostra:  www.spaziindecisi.it

            ideazione e organizzazione: Spazi Indecisi
            per: Rotta culturale europea  ATRIUM – Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory
            Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Comune di Forlimpopoli, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

            Con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Comune di Forlimpopoli, Comune di Meldola, IBC Emilia-Romagna, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

            Consulenza e coordinamento storico-scientifico Maria Elena Versari Consulenza fotografica Linda Ferrari

            Partner tecnico: DZ engineering

            Azioni di Riappropriazione Temporanea in collaborazione con coop. Casa del Cuculo insieme a Ass. I Meandri, Agesci gruppo Scout Forlimpopoli, Lorenzo Angelini, Matteo De Maria, Morgan Bencivenga, Gruppo Astrofili forlivesi, Strada dei vini e dei Sapori dei colli di Forlì e Cesena, Pro Loco di Teodorano e i suoi abitanti

            Trecentosessanta a cura di Associazione Sovraesposti

            Rassegna Ombre nere a cura di Francesco Selvi e Scaglie Cineclub

            Percorso nella Casa del Mutilato a cura: Andrea Dolcetti, Daniele Felice Sasso

            Grazie a: ANMIG Forlì, Biblioteca Comunale A. Saffi, Servizio Cultura e Musei | Comune di Forlì, Osservatorio Balcani e Caucaso, Davide Canali, Unica Reti, VDL Professional Analogics

            Media partner: Aracne, Instagram Forlì – Cesena

            Ufficio Stampa: Barbara Boattini
            Aperitivo @Mutilato: Cosmonauta
            Food Truck @Spinadello: Il chiosco di San Rocco

            L’evento Totally Lost è parte de: Festa dell’Architettura – Forlì, Settimana del Buon Vivere 2016, Giornata Europee del Patrimonio, 900fest.

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              Viaggio tra gli edifici della “Rotta ATRIUM”, il progetto europeo che tutela il patrimonio architettonico dei regimi del Novecento.

              Per richieste di informazioni e visite guidate è possibile contattare l’Ufficio Promozione al numero 0543 749234 (dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00, martedì e giovedì anche dalle 15.00 alle 17.00), oppure inviare una mail all’indirizzo promozione@comune.forlimpopoli.fc.it

              Durata itinerario: 2 ore.

              Tappa n. 1 - Scuole Magistrali (viale Matteotti, 54)

              Madonna del Popolo

              Il tragitto prende il via dalla scuola magistrale dove lo stesso Benito Mussolini si diplomò nel 1901. L’edificio, oggi sede dell’Istituto Alberghiero IPSSAR, nasce dalla ristrutturazione della vecchia scuola sorta nel 1891 nei locali dell’ex convento francescano di Santa Maria del Popolo. I lavori di ampliamento, attuati negli anni Trenta su progetto dell’Ing. Giacomo Serughi e collaboratori (tra cui l’arch. Pietro Novaga), riflettono la retorica di regime che esaltava i luoghi in cui il Duce era nato e cresciuto trasformandoli in mete di pellegrinaggio. In linea con questo spirito è la monumentalità dell’edificio, in stile Novecento, di cui colpiscono i porticati a tutt’altezza in mattone a vista che avvolgono la facciata della chiesa cinquecentesca della Madonna del Popolo. La nuova facciata si impone sulla via Emilia, accompagnando il visitatore nel suo ingresso in Forlimpopoli; il resto dell’edificio mantiene una certa coerenza formale con la facciata, di cui riprende volumi e altezze.
              L’interno del complesso presenta un carattere neoclassico che si esalta nello scalone monumentale in marmo, nei corridoi voltati e nelle finte colonne; uno stile che deriva in parte dagli ambienti dell’antico monastero e in parte dalla sensibilità del progettista. Fa eccezione l’aula magna semicircolare, di nuova costruzione, che si caratterizza per la copertura piana con inserti in vetromattone. (foto Gabriella Fabbri)

              Tappa n. 2 - Casa del Balilla - Ex GIL (viale Matteotti, 17)

              gil

              L’edificio, in stile razionalista, viene progettato dall’architetto Cesare Valle e realizzato tra il 1934 e il 1937. E’ il periodo in cui l’architetto romano progetta in Romagna le Case del Balilla di Forlì, Predappio e Savignano. Questi edifici erano pensati come poli sportivi e culturali e per l’indottrinamento ideologico dei giovani. Con la creazione dell’organizzazione fascista Gioventù Italiana del Littorio nel 1937, in cui confluì l’Opera Nazionale Balilla, l’edificio cambia nome in G.I.L.
              La funzione originale era di palestra e di centro culturale a cui era annesso il campo sportivo con il nuovo stadio per il calcio, che all’occorrenza serviva anche alle adunate fasciste.
              L’edificio è composto da tre volumi, tra i quali spicca la torre, aggiunta in corso d’opera su intervento diretto del Capo del Governo per conferire maggiore monumentalità. “Virile e modernissima”, la torre presenta una facciata curva e il prospetto posteriore a piano inclinato, due elementi che suggeriscono una dinamicità e uno slancio propri delle avanguardie futuriste. Gli altri due volumi dell’edificio accolgono la palestra di 300 mq con altezza a doppio volume e gli ambienti di servizio ospitati sui tre lati che circondano la palestra.
              I volumi articolati, l’impiego di finestre a oblò e il parapetto in ferro che corona le terrazze di copertura e la torre littoria con il fronte curvo in vetromattone ricordano temi nautici sviluppati nell’architettura coeva delle colonie marine.
              Negli anni ’80 il complesso è stato ampliato e sopraelevato per trasformarlo in scuola superiore, rendendo di difficile lettura l’aspetto originario.

              Tappa n. 3 - Acquedotto Spinadello (Parco Fluviale Area dei Meandri del Fiume Ronco - Selbagnone)

              acquedotto_spinadello_web

              Il consorzio per l’acquedotto dei comuni di Lugo, Cotignola, Forlimpopoli e Bertinoro fu istituito nel 1928. Il progetto esecutivo della qui presente palazzina pompe è del 1932, sviluppato dall’impresa Pietro Cidonio di Roma, firmato dagli ingg. Roberto Colosimo e Paolo Bra.
              L’edificio segna il passaggio tra lo stile eclettico e quello razionalista, nel quale la funzione è predominante sulla forma. La sobrietà delle linee è ben rappresentata dai due semplici volumi parallelepipedi con tetto piano, scanditi dalle ampie finestre rettangolari con infissi in ferro, prive di decori. Il progetto originale prevedeva l’uso del mattone a vista intercalato a lesene e cornici in pietra artificiale. Questa scelta stilistica non fu però realizzata, fatta eccezione per le lesene nel volume posteriore e lo zoccolo in pietra artificiale. In corso d’opera venne inserita una torretta a sovrastare la facciata, elemento architettonico volto a enfatizzare l’importanza dell’edificio. Il nuovo acquedotto riflette, infatti, la filosofia propagandistica del regime fascista che utilizzava le opere pubbliche non solo per modernizzare le infrastrutture del Paese, ma anche per creare consenso.
              Di grande effetto la scritta tridimensionale «Acquedotto Spinadello» che si staglia contro il cielo in caratteri futuristi. All’interno dell’area recintata sono ancora presenti i pozzi originali di approvvigionamento, riconoscibili dalle torrette che danno accesso alle camere ipogee di estrazione dell’acqua.
              L’acquedotto consortile è rimasto attivo fino al 1986; da allora la palazzina, abbandonata, ha subito un progressivo degrado. Negli anni 2012-2013 è stata restaurata dal Comune di Forlimpopoli per destinarla a centro visite del Parco dei Meandri del Fiume Ronco.

              Testi di Gian Matteo Peperoni

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                Viaggio tra gli edifici della “Rotta ATRIUM”, il progetto europeo che tutela il patrimonio architettonico dei regimi del Novecento.

                Per richieste di informazioni e visite guidate è possibile contattare l’Ufficio Promozione al numero 0543 749234 (dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00, martedì e giovedì anche dalle 15.00 alle 17.00), oppure inviare una mail all’indirizzo promozione@comune.forlimpopoli.fc.it

                Durata itinerario: 2 ore.

                Tappa n. 1 - Scuole Magistrali (viale Matteotti, 54)

                Madonna del Popolo

                Il tragitto prende il via dalla scuola magistrale dove lo stesso Benito Mussolini si diplomò nel 1901. L’edificio, oggi sede dell’Istituto Alberghiero IPSSAR, nasce dalla ristrutturazione della vecchia scuola sorta nel 1891 nei locali dell’ex convento francescano di Santa Maria del Popolo. I lavori di ampliamento, attuati negli anni Trenta su progetto dell’Ing. Giacomo Serughi e collaboratori (tra cui l’arch. Pietro Novaga), riflettono la retorica di regime che esaltava i luoghi in cui il Duce era nato e cresciuto trasformandoli in mete di pellegrinaggio. In linea con questo spirito è la monumentalità dell’edificio, in stile Novecento, di cui colpiscono i porticati a tutt’altezza in mattone a vista che avvolgono la facciata della chiesa cinquecentesca della Madonna del Popolo. La nuova facciata si impone sulla via Emilia, accompagnando il visitatore nel suo ingresso in Forlimpopoli; il resto dell’edificio mantiene una certa coerenza formale con la facciata, di cui riprende volumi e altezze.
                L’interno del complesso presenta un carattere neoclassico che si esalta nello scalone monumentale in marmo, nei corridoi voltati e nelle finte colonne; uno stile che deriva in parte dagli ambienti dell’antico monastero e in parte dalla sensibilità del progettista. Fa eccezione l’aula magna semicircolare, di nuova costruzione, che si caratterizza per la copertura piana con inserti in vetromattone. (foto Gabriella Fabbri)

                Tappa n. 2 - Casa del Balilla - Ex GIL (viale Matteotti, 17)

                gil

                L’edificio, in stile razionalista, viene progettato dall’architetto Cesare Valle e realizzato tra il 1934 e il 1937. E’ il periodo in cui l’architetto romano progetta in Romagna le Case del Balilla di Forlì, Predappio e Savignano. Questi edifici erano pensati come poli sportivi e culturali e per l’indottrinamento ideologico dei giovani. Con la creazione dell’organizzazione fascista Gioventù Italiana del Littorio nel 1937, in cui confluì l’Opera Nazionale Balilla, l’edificio cambia nome in G.I.L.
                La funzione originale era di palestra e di centro culturale a cui era annesso il campo sportivo con il nuovo stadio per il calcio, che all’occorrenza serviva anche alle adunate fasciste.
                L’edificio è composto da tre volumi, tra i quali spicca la torre, aggiunta in corso d’opera su intervento diretto del Capo del Governo per conferire maggiore monumentalità. “Virile e modernissima”, la torre presenta una facciata curva e il prospetto posteriore a piano inclinato, due elementi che suggeriscono una dinamicità e uno slancio propri delle avanguardie futuriste. Gli altri due volumi dell’edificio accolgono la palestra di 300 mq con altezza a doppio volume e gli ambienti di servizio ospitati sui tre lati che circondano la palestra.
                I volumi articolati, l’impiego di finestre a oblò e il parapetto in ferro che corona le terrazze di copertura e la torre littoria con il fronte curvo in vetromattone ricordano temi nautici sviluppati nell’architettura coeva delle colonie marine.
                Negli anni ’80 il complesso è stato ampliato e sopraelevato per trasformarlo in scuola superiore, rendendo di difficile lettura l’aspetto originario.

                Tappa n. 3 - Acquedotto Spinadello (Parco Fluviale Area dei Meandri del Fiume Ronco - Selbagnone)

                acquedotto_spinadello_web

                Il consorzio per l’acquedotto dei comuni di Lugo, Cotignola, Forlimpopoli e Bertinoro fu istituito nel 1928. Il progetto esecutivo della qui presente palazzina pompe è del 1932, sviluppato dall’impresa Pietro Cidonio di Roma, firmato dagli ingg. Roberto Colosimo e Paolo Bra.
                L’edificio segna il passaggio tra lo stile eclettico e quello razionalista, nel quale la funzione è predominante sulla forma. La sobrietà delle linee è ben rappresentata dai due semplici volumi parallelepipedi con tetto piano, scanditi dalle ampie finestre rettangolari con infissi in ferro, prive di decori. Il progetto originale prevedeva l’uso del mattone a vista intercalato a lesene e cornici in pietra artificiale. Questa scelta stilistica non fu però realizzata, fatta eccezione per le lesene nel volume posteriore e lo zoccolo in pietra artificiale. In corso d’opera venne inserita una torretta a sovrastare la facciata, elemento architettonico volto a enfatizzare l’importanza dell’edificio. Il nuovo acquedotto riflette, infatti, la filosofia propagandistica del regime fascista che utilizzava le opere pubbliche non solo per modernizzare le infrastrutture del Paese, ma anche per creare consenso.
                Di grande effetto la scritta tridimensionale «Acquedotto Spinadello» che si staglia contro il cielo in caratteri futuristi. All’interno dell’area recintata sono ancora presenti i pozzi originali di approvvigionamento, riconoscibili dalle torrette che danno accesso alle camere ipogee di estrazione dell’acqua.
                L’acquedotto consortile è rimasto attivo fino al 1986; da allora la palazzina, abbandonata, ha subito un progressivo degrado. Negli anni 2012-2013 è stata restaurata dal Comune di Forlimpopoli per destinarla a centro visite del Parco dei Meandri del Fiume Ronco.

                Testi di Gian Matteo Peperoni

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                  El recorrido conecta los edificios incluídos en la ``Ruta Atrium``, un proyecto europeo que tutela el patrimonio arquitectónico de los regímenes del siglo XX

                  Para este itinerario, por favor, póngase en contacto con la Oficina de Turismo, ya que algunos de los establecimientos del recorrido proporcionan tiquets y/o reserva.

                  Oficina de Información Turística: Tel.: +39.0543.749250 – cell. 349.8401818turismo@comune.forlimpopoli.fc.it

                  Para la etapa n. 3 de este recorrido es necesario reservar una visita guiada dirigiéndose a la Asociación I Meandri. Info: tel. 333 8245249

                  Duración de la visita: 2 horas.

                   


                  Etapa n. 1 - Escuelas Magistrales (viale Matteotti, 54)

                  Madonna del Popolo

                  El viaje inicia desde la misma escuela magistral donde Benito Mussolini se graduó en 1901. El edificio, hoy sede de la escuela de hostelería IPSSAR, surgió de la renovación de la vieja escuela fundada en 1891 en el antiguo convento franciscano de Santa María del Pueblo. Las obras de ampliación, realizadas en los años treinta por el Ing. Giacomo Serughi y sus colaboradores, reflejan la retórica del régimen que glorificaba los lugares donde Mussolini había nacido y crecido, convirtiéndolos en lugares de peregrinación. De acuerdo con este espíritu es la monumentalidad del edificio, del que sorprenden las arcadas de ladrillo visto, que llegan al techo y que envuelven todo el frente de la iglesia de la Madonna del Pueblo del siglo XVI. La nueva fachada se impone en la Vía Emilia, acompañando al visitante en su entrada en Forlimpópoli; el resto del edificio mantiene una cierta coherencia formal con la fachada de la que retoma volúmenes y alturas. El interior del complejo tiene un carácter neoclásico, exaltado por la escalinata monumental de mármol, en los corredores abovedados y en las falsas columnas. Es una excepción el auditorio semicircular, edificio nuevo, que se caracteriza por un techo llano con inserciones de bloques de vidrio.

                  (foto Gabriella Fabbri)

                  Etapa n. 2 - Casa del Balilla - Ex GIL (viale Matteotti, 17)

                  gil

                  El edificio fue sido diseñado por el arquitecto Cesare Valle y construido entre 1934 y 1937. Fue el período en el que el arquitecto romano diseñó en Romaña las Casas del Balilla en Forlí, Predappio y Savignano. Estos edificios fueron diseñados como polos deportivos y culturales para el adoctrinamiento ideológico y cultural de los jóvenes entre los ocho y los catorce años, llamados Balilla, durante el período del regimen fascista. Con la creación de la organizacón fascista Gioventù Italiana del Littorio (Juventud Italiana del Fasces) en 1937 con la que se fusionó l’Opera Nazionale Balilla, el edificio cambió su nombre en G.I.L. En principio su función era la de gimnasio y centro cultural, contiguo al campo de deportes y al nuevo estadio de fútbol, ​​que cuando era necesario también servía para los agrupamientos fascistas. El edificio está compuesto por tres volúmenes, entre los que destaca la torre, añadida durante las obras tras la intervención directa del Jefe de Gobierno para darle mayor monumentalidad. “Viril y modernísima”, la torre tiene una fachada curva y la parte posterior inclinada, dos elementos que sugieren un dinamismo y un impulso típico de las vanguardias futuristas. Los otros dos volúmenes del edificio acogen en su interior el gimnasio de 300 metros cuadrados con una altura de doble volumen y los locales de servicio sobre los tres lados que rodean el gimnasio. Los volúmenes articulados, el uso de portas en lugar de ventanas comunes, el parapeto de hierro que corona las terrazas de cobertura y la torre fascista con la fachada curva de bloques de vidrio recuerdan los temas náuticos desarrollados en la arquitectura de las colonias de verano contemporáneas. En los años 80 el complejo fue ampliado y elevado para transformarlo en escuela secundaria, por lo que resulta difícil hoy distinguir su aspecto original.

                  Etapa n. 3 - Acueducto Spinadello (Parque fluvial área de los “Meandros del río Ronco” - Selbagnone)

                  acquedotto_spinadello_web

                  El consorcio para el acueducto en las ciudades de Lugo, Cotignola, Forlimpópoli y Bertinoro se estableció en 1928 y fue construido según el proyecto ejecutivo de la empresa Pietro Cidonio de Roma, firmado por los ingenieros Roberto Colosimo y Paolo Bo. El edificio refleja el estilo racionalista, en que la función predomina sobre la forma. La sobriedad de las líneas está bien representada por dos volúmenes rectangulares simples con techo llano, marcados por las grandes ventanas rectangulares con marcos de hierro, sin decoraciones. El proyecto original implicaba el uso de los ladrillos vistos intercalados con pilares y cornisas de piedra artificial. Pero esta idea no se realizó, excepto por los pilares del volumen posterior y el zócalo de piedra artificial. Durante las obras se insertó una torreta sobre la fachada, con el fin de enfatizar la importancia del edificio. El nuevo acueducto refleja, de hecho, la filosofía de la propaganda del régimen fascista que utilizaba las obras públicas no sólo para modernizar las infraestructuras del país, sino también para obtener consenso. De grande impacto las palabras tridimensionales “Acueducto Spinadello” recortadas contra el cielo en letras futuristas. Dentro de la zona vallada todavía están presentes los pozos de suministro originales, reconocible por las torres que dan acceso a las salas de extracción de agua subterránea. El consorcio del acueducto permaneció activo hasta 1986; desde entonces el edificio, abandonado, sufrió un progresivo deterioro. En los años 2012-2013 fue restaurado por el Ayuntamiento de Forlimpópoli para ser utilizado como centro de visitantes del Parque de los Meandros del río Ronco.

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